Calcolo dei Contributi
Il calcolo del contributo di bonifica
Il piano di classifica individua i criteri di ripartizione dei costi sostenuti dall'Ente, per lo svolgimento delle funzioni di bonifica, con cui ogni bene immobile contribuisce in funzione dello specifico beneficio ricevuto.
La base di calcolo è la rendita catastale per i fabbricati e il reddito dominicale per i terreni. Detta rendita viene poi corretta da indici correttivi che tengono conto:
- della posizione di ogni singolo immobile rispetto alla distanza dalla rete artificiale (canali) e dalla rete naturale (fiumi e torrenti);
- della caratteristica "uso del suolo", un indice determinato da una carta regionale che identifica i diversi, valori dei suoli; i valori più alti vengono attribuiti alle classi col maggior valore agricolo, alla classe urbana e alla classe che identifica terreni con particolari esigenze di protezione;
- dei coefficienti stabiliti dalla legge 504/92 che determinano i valori degli immobili ;
- dei rivalutatori della Legge Finanziaria variabili di anno in anno. Ad oggi detti rivalutatori sono il 5% per i fabbricati e il 25 % per i terreni;
- dell'appartenenza a specifiche zone individuate in base ad ogni singola opera di bonifica irrigua o di bonifica idraulica.
TIPOLOGIA E SUDDIVISIONE DELLE SPESE Il Consorzio, nel proprio bilancio, suddivide le spese sostenute in due grandi categorie:
A) SPESE GENERALI (spese indivisibili: personale, cancelleria, telefoni, automezzi, sedi, ecc.) che vengono suddivise come segue: - 55% a carico di tutti i beni immobili ricadenti nel comprensorio di bonifica (terreni e fabbricati) - 37,5% a carico dei beni immobili ricadenti nel comprensorio di "bonifica idraulica" o "bonifica irrigua" (terreni e fabbricati) - 7,5% a carico dei terreni agricoli che godono della pratica irrigua gestita dal Consorzio (terreni);
B) SPESE SPECIFICHE (spese per pulizia di canali, smaltimento rifiuti, manutenzione, assicurazioni per impianti, ecc.) che vengono per intero attribuite allo specifico comprensorio di "bonifica idraulica" o "bonifica irrigua" che trae beneficio dalla spesa sostenuta.
Il calcolo del contributo di irrigazione
Il contributo di irrigazione viene determinato in base al nuovo piano di riparto irriguo che ripartisce l'ammontare totale delle spese per la gestione irrigua in base ad indici tecnici sui singoli impianti irrigui.
Per gli impianti con sistema a scorrimento e con reti di distribuzione con minimi irrigui energetici (rogge, sistemi irrigui di Caravaggio, Fornovo S. Giovanni e Mozzanica) le spese vengono suddivise proporzionalmente alla superficie.
Per gli impianti ove si hanno elevati impieghi di energia elettrica (pozzi e impianti pluvirrigui) la ripartizione avviene mediante la ripartizione binomia:
- COSTI FISSI (legati all'esistenza e al mantenimento dell'efficienza degli impianti) ripartiti su tutti i fondi irrigabili proporzionalmente alla superficie;
- COSTI VARIABILI (legati al funzionamento degli impianti) ripartiti tra gli utenti che ne hanno fatto richiesta proporzionalmente alle ore o superficie prenotate.
Il calcolo del contributo di utilizzazione idrica
Come viene calcolato l'importo.
L’importo da pagare viene calcolato sulla base dei criteri e delle formule contenute nel “Piano di riparto della contribuenza per le funzioni di utilizzazione idrica” approvato, in uno con il “Catasto dei titolari di concessione di derivazione idrica”, la “Planimetria del comprensorio consortile con ubicazione delle opere di derivazione” e la “Nota esplicativa del piano di riparto provvisorio della contribuenza per le funzioni di utilizzazione idrica approvato con delibera del consiglio dei delegati n. 5 prot. 2651 in data 21 marzo 2005 – approvazione definitiva”, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione Consortile n. 5 prot. 668 del 21 gennaio 2026.
Per visionare il Piano di Riparto consultare la pagina:
https://www.cbbg.it/cbbgadmin/uploads/file/utilizzazione-idrica/2651_21052005_delibera-approvazione-piano-di-riparto.pdf
Cosa sono la quota fissa e la quota variabile di utilizzazione idrica?
La quota fissa è determinata annualmente dall'Amministrazione Consortile ed è dovuta per i costi di gestione di ogni singola anagrafica inserita nel catasto dell’utilizzazione idrica.
La quota variabile viene determinata prendendo come riferimento di calcolo i canoni di concessione demaniale per l’uso dell’acqua stabiliti da Regione Lombardia ed applicando i criteri e le formule di calcolo contenute nel “Piano di riparto della contribuenza per le funzioni di utilizzazione idrica”. La quota variabile varia quindi, a parità di portata concessa, in funzione del tipo di concessione.